Chi sono

Utente: lisa2007
Nome: Lisa
Sono la mamma di due bambini (Public Enemy, quattro anni e mezzo, e Godzilla, due) che cerca sempre di far quadrare le cose ma si ritrova sempre immersa in un Caos Primordiale fatto di bronchiti e cortisoni, di persone da accontentare, di aerosol e visite mediche, di una casa da gestire, di orari da incastrare. Ho un marito, il Capofamiglia, che sulla carta risiede con noi ma di fatto lavora e vive a Caput Mundi. In tre parole, sono L'Unico Punto Saldo della mia Famiglia. :))) Il mio indirizzo email: lunicopuntosaldo@hotmail.it

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venerdì, 13 novembre 2009

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Il 25 novembre sarà la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne.
Attenzione: la violenza sulle donne non è solo la violenza quella fisica, come lo stupro o l'aggressione.
Non si tratta di quella serie di eventi che si leggono sui giornali dove la donna ne esce con l'occhio nero, debole e tumefatta.
No.
La violenza sulle donne è anche quando un uomo vi fa degli apprezzamenti non graditi per strada, e vi offende.
La violenza sulle donne è anche quando in ufficio ti dicono: "Se volevi fare la mamma, allora te ne stavi a casa".
La violenza sulle donne è quando in metropolitana trovi il vecchio che, con la scusa della folla, ti mette le mani letteralmente addosso.
La violenza sulle donne è quando a un colloquio di lavoro ti chiedono se hai figli o se hai intenzione di farne e, se annuisci, storcono il naso.
La violenza sulle donne è anche quando la sera sei uscita con gli amici, e tornando a casa da sola in macchina ti chiudi dentro e hai paura che qualcuno ti faccia del male.
La violenza sulle donne è anche quando i Grandi Uomini che governano il Paese giudicano l'essere femminile come mero oggetto del desiderio, merce di scambio, di potere e di supremazia.
La violenza sulle donne è una televisione che della donna mostra le misure, le gambe e quanto più possibile risvegliando squallidi pensieri, senza preoccuparsi di cosa quella donna abbia da dire al mondo di così significativo per metterla davanti a un mezzo così potente come la TV.
La violenza sulle donne è anche fatta da quelle donne che questo lo permettono, partecipando a Miss Italia, al Grande Fratello, a Veline e quant'altro. Vendendosi per una carica Pubblica, per un appalto.
La violenza sulle donne è la pubbilictà nella quale l'uomo è seduto a cena, gambe sotto il tavolo, e la donna intenta a cucinargli il manicaretto delizioso, e magari anche lei ha lavorato tutto il giorno quanto lui.
La violenza sulle donne è quotidiana, è ovunque.
Insegniamo alle nostre figlie a saperla riconoscere, e a difendersi sempre e comunque.
O le cose non cambieranno mai.
postato da: lisa2007 alle ore 22:24 | link | commenti (20)
categorie: giornata mondiale contro la viol

SE LA PIRAMIDE CROLLA

Lo so, sto scrivendo poco.
E' che sto cercando di vendere casa, di trovare una casa nuova che corrisponda alle caratteristiche dei miei sogni (praticamente impossibile), ho i figli con l'influenza (suina o no, non voglio nemmeno saperlo) e il marito all'ospedale.
Sono da sola, di giorno e di notte, e mi barcameno chiedendo aiuto a chi passa di lì in quel momento per riuscire a incastrare visite, appuntamenti, coccole, scuola.
La casa deve splendere perchè domani viene una coppia a vederla e io vorrei tanto che mi dicessero "Sì, è quello che stavamo cercando, la compriamo!", in modo da riuscire poi a dire "Sì, compro questa casa!" a chi mi venderà la sua, e tutto si incastrerà.
Certo, se ci fosse anche il Capofamiglia a vedere le case e a vendere la nostra non sarebbe malvagio, anche perchè non si tratta di comprare e vendere un paio di ciabatte... ma lui sta all'ospedale: oggi dopo otto ore di Pronto Soccorso hanno deciso di tenerselo lì, e allora ecco che alè, si aggiunge anche la spola casa-ospedale-piazza i bimbi-porta il pigiama-ritira la roba sporca etc etc etc.
E così eccomi qua: sistemo la sala, pulisco il pavimento del bagno, faccio risplendere gli specchi di casa, studio le piantine e i prezzi dei cantieri, misuro la febbre a Godzilla che non si capisce cosa stia facendo con la sua salute, preparo la borsa per il marito, litigo col catasto. Litigo con public che è diventata insopportabile. Ma te credo, una settimana reclusa in casa.
C'è da fare la certificazione energetica della casa, da chiedere il mutuo, da andare in Comune, da fotocopiare il rogito, da comprare le medicine, da fare la revisione della macchina, da pagare l'assicurazione e da non ammalarsi.
Già, perchè se qui mi ammalo io, la piramide crolla.
E poi succede che, come oggi, arrivi alle dieci di sera e ti rendi conto che ti sei dimenticata di pranzare e di cenare.
Una cosa è certa: Non faccio in tempo ad annoiarmi.
postato da: lisa2007 alle ore 22:05 | link | commenti (12)
categorie: io e le mie vicende, io e il capofamiglia
giovedì, 05 novembre 2009

MAMMA, MA I GENITORI DI HEIDI SI SONO DIVERTITI A FARLA?

Mia figlia Public Enemy, di cinque anni, già aveva iniziato un anno fa a porsi interrogativi più che leciti sulla faccenda nascita bambini. Ma perchè io ho un fratellino, ma perchè l'avete fatto, ma come avete fatto a farlo, e via dicendo. Io con molta scioltezza della serie "ammazza che mamma moderna e spigliata che vado spiegando le cose senza troppo irrigidirmi sulla cosa", le avevo raccontato che il fratellino, così come lei stessa primogenita, erano stati creati tramite un atto d'amore tout court, e finiva lì. Grossomodo.
Ma mi aspettavo, ad esser sincera, un secondo round, un rincaro della dose, un inasprirsi della situazione.
E infatti oggi, puntuale, eccola lì.
Questa sera durante la cena, mentre Godzilla vomitava pasta e ceci sulla sua tovaglietta etnica, Public se ne è uscita con la sua solita sfilza di domande.
Punto di partenza: Heidi che beve il latte.
Punto di arrivo: ginepraio della madonna.

"Mamma, è vero che anche Heidi beve il latte a cena come me?"

"Certo, beve latte e mangia formaggio. Il nonno non ha certo tutti i supermercati come noi, dove comprarle altri cibi".

Attimo di silenzio. "Ma perchè Heidi vive solo con il nonno?"
"Perchè la zia che l'aveva cresciuta non poteva più tenerla e quindi la porta dal nonno, che è l'unico parente che ha".
"E la mamma e il papà?"
"Non ci sono. Probabilmente non l'hanno voluta tenere con sè quando è nata".
"Eeeeh? Non l'hanno voluta? E allora perchè l'hanno fatta?"
"Eh, Public... Non so. Magari non ci avevano pensato bene, prima".
"O magari per divertimento, mamma? Si erano divertiti a farla?"

Eh, ecco.Magari anche sì, Public. Magari anche sì.
Ma magari ne parliamo tra qualche anno, eh. Che a cinque anni va bene essere avanti, ma questo è troppo.

Promemoria: La prossima volta ricordarsi di dirle che i genitori sono morti.

postato da: lisa2007 alle ore 21:36 | link | commenti (19)
categorie: io e i miei figli
martedì, 20 ottobre 2009

NON CI VUOLE CERTO FREUD

Ho portato Godzilla da una psicologa. Per capire se la sua pigrizia nel parlare è dovuta a un fattore solo emotivo o se alla base c'è proprio una incapacità di articolazione dei fonemi.
Perizia psicologica richiesta dalla psicomotricista che segue mio figlio da due anni.
Dunque, entriamo io e il mio piccolo di nemmeno tre anni, in cura per la sua diffidenza verso il mondo, e troviamo una dottoressa seduta a una scrivania. Stanza bianca, vuota. Scrivania e due sedie nere.
Ci sediamo, Godzilla su una sedia e io sull'altra, e guardiamo la dottoressa.
"Come ti chiami?" fa questa.
Ovviamente Godzilla, che non ha mai risposto a questa domanda in vita sua, abbassa la testa e fissa il pavimento.
"Ti hanno tagliato la lingua?"
Nessuna risposta.
Dopo svariati tentativi di farlo parlare (sembrava di essere a Portobello), la professionista ci rinuncia e inizia il suo lavoro. Quello vero. 
Tira fuori un simpatico quadernetto pieno di disegni e dice: "Adesso tu guardi queste figure e mi dici cosa sono". E si piazza con carta e penna davanti al bambino.
A quel punto Godzilla, che sarà diffidente ma non è stupido, si è chiuso a riccio e ha passato tutta la seduta stando nascosto sotto il tavolo, fra le mie gambe. Ed è rimasto nervoso e frustrato per tutta la giornata, al punto da non fare nemmeno il riposino pomeridiano.
Questa è stata la nostra esperienza presso una specialista in psicologia infantile.
Io non sono certo del mestiere, ma un mio istinto proveniente da nonsochè mi dice che forse, se tutto va bene, diamo una bella stretta di mano alla dottoressa e lasciamo perdere l'iniziativa.
E ho anche finito le cialde del caffè.

postato da: lisa2007 alle ore 10:15 | link | commenti (45)
categorie: salute, io e i miei figli
giovedì, 15 ottobre 2009

BUZZ MARKETING? REGOLAMENTIAMOLO, PER FAVORE.

Sempre più aziende ci contattano perchè si parli di loro sui nostri blog. 
"Ma dai Lisa, ti mandiamo un DVD, lo guardi, e dici cosa ne pensi sul tuo blog", oppure "Ti diamo tre scatole di merendine e tu scrivi dei post in cui racconti quant'è bello far colazione con le nostre brioches"; oppure "Vieni al mio incontro con l'esperto salutista, ti offro due yougurt e poi tu scrivi di quanto fanno bene i miei prodotti a tutta la famiglia". 
Dunque. 
Premetto che sicuramente è intelligente da parte delle aziende interessarsi al buzz marketing perchè quello è il futuro, il web 2.0 in cui l'utente dice la sua e si confronta con gli altri tramite l'esperienza personale è davvero una delle innovazioni più potenti del millennio.
Ma da qui a trasformare il mio blog in "oh quanto son buone le spighe che mangio a colazione, provatele anche voi", stile Lorella Cuccarini ci passa un oceano. Perchè scrivere quanto son buone le merendine barilla in cambio di tre o quattro confezioni di brioches quando qualcuno ci fa soldi A PALATE dietro mi sembra assurdo, mi sento carne da macello.
Perchè la gente ci fa i soldi su questo word-of-mouth, e tu ingenuo invece credi di ESSERE STATO SELEZIONATO perchè il tuo blog è davvero speciale e tu sei in gamba, oh quanto sei in gamba!
La gente ci guadagna: l'azienda pubblicizzata, e l'agenzia di marketing che ti intorta facendo perno sul potere che hai tu mamma, di giudicare un prodotto. Ragazzi, sveglia: Ok, ho un potere, ma allora retribuitemelo.
Tu, canale televisivo per bambini che proponi a 100, 200 mamme blogger di visionare il tuo DVD per poi scrivere un post a riguardo, e mi dici che non lo fai per pubblicizzarti, spiegami per cosa lo fai. E peraltro, Gratis.

La reputazione di un blogger è il risultato di mesi, anni di contatti, commenti, opinioni, post, rapporti intessuti. La reputazione online è quanto di più prezioso un blogger abbia. Non ha prezzo. Io quando scrivo ci metto passione, sincerità, genuinità. Scrivo cose che partono da ME. E se le persone leggono il mio blog da anni è anche perchè forse trovano genuino quel che scrivo. 
Tanto se un prodotto mi piace, o mi fa schifo, lo scrivo lo stesso. E non ho bisogno della scatola di merendine come contentino.

Credo che stia sorgendo la necessità di regolamentare questo fenomeno, e renderlo retribuibile come una qualsiasi altra prestazione professionale.
Come del resto
è stato fatto negli Stati Uniti, per evitare le 'marchette' online.


postato da: lisa2007 alle ore 10:53 | link | commenti (29)
categorie: pensiero, buzz marketing
martedì, 13 ottobre 2009

ABBANDONARE LA SCIALUPPA

Avevo paura dei ragni, e c'era sempre chi li ammazzava per me. Poi, trovatami da sola davanti a simil-tarantole in casa mia e nessuno cui delegare l'arduo compito, mi sono fatta coraggio e le ho affrontate. Ora, per me, quelli sono solo ragni.

Avevo paura dei temporali, e quando c'erano i tuoni mi rinchiudevo in casa, sotto le coperte, cercando di ignorarli. Poi, trovatami da sola con i miei figli a doverli rassicurare 'perchè è solo un temporale', o a dover uscire nel nubifragio per andare a prenderli all'asilo, mi sono fatta coraggio e li ho affrontati. Ora, sono solo dei banali temporali.

Avevo paura del terremoto, e l'idea di poter sentire la terra tremare mi sembrava la fine del mondo. Mi sentivo sicura a casa mia, un tempo. Poi, trovatami da sola con i bambini la scorsa primavera in una notte in cui la terra ha tremato a lungo, mi sono fatta coraggio e ho imparato a gestire il panico. Ho imparato a essere pronta: mente nitida e coraggio che arriva non si sa bene da dove.

Avevo paura della solitudine, e non accettavo l'idea di dover dormire da sola in una casa, con i suoi spazi e i suoi rumori. Rifuggivo tale condizione. Poi, trovatami davanti a uno dei famosi 'casi della vita', mi sono dovuta abituare a trascorrere ogni singola notte per conto mio con i miei figli. Ora, si tratta di una condizione normale, come prendere un caffè.

Avevo paura dei ladri, e andavo a dormire ogni notte sperando che non toccasse alla mia casa mentre io consumavo le mie ore di sonno beata. Ho trascorso 35 anni della mia vita immaginandomi quanto sarebbe stato atroce se si fossero intodotti nella mia abtazione. Poi, come la maggor parte dei cittadini italiani assolutamente privi di protezione da parte delle autorità, i ladri mi hanno fatto visita, e mi hanno portato via tutto quel che possedevo. Ora, quelli non sono che oggetti persi, e l'intrusione è solo un'altra cicatrice nel cuore.

Avevo paura delle malattie, degli ospedali, dei medici con le loro diagnosi, e me ne stavo sempre bella alla larga. Poi, con mio figlio che da quando è nato è tutto una visita e un ospedale, ho imparato a muovermi con distacco e padronanza anche in quel mondo. Ora, gli ospedali fanno parte della mia vita, e meno male che ci sono.

Sì, credo di avere capito bene cosa significhi diventare genitore: significa abbandonare non solo la nave, ma anche la scialuppa di salvataggio su cui credevi di essere al sicuro. Significa attraversare il mare a nuoto. A volte temi di non farcela, ma poi ti rendi conto di avere i tuoi figli aggrappati sulla schiena, e quindi non ti fermi.




postato da: lisa2007 alle ore 23:58 | link | commenti (21)
categorie: pensiero, come si cambia, io e le mie metafore
venerdì, 09 ottobre 2009

COSE CHE SOLO GLI OCCHI DEI BAMBINI VEDONO NEL MONDO DEI GRANDI

Ieri passeggiavo con i miei figli nel centro di Roma (oggi no perchè Godzilla dopo cinque minuti davanti al banco frigo del supermercato ha 38 di febbre e la bronchite, e quindi clausura totale).
Dicevo, passeggiamo per Roma, io con mia figlia Public Enemy per mano.
Ad un certo punto nel bel mezzo della folla del marciapiede di Via del Corso, Public Enemy si ferma. Si ferma e osserva un punto fisso nel marasa di gente.
La strattono, ma non si muove. Allora mi fermo, e la guardo.
"Allora Public, andiamo? che c'è?"
"Mamma, guarda quel signore".
"Quale?"
"Guarda quel signore laggiù. Hai visto? Mi si spacca il cuore, mamma. Quel signore suona la sua musica tutto solo. Suona il suo violino per avere dei soldini in cambio. Guardalo".

E allora succede che ti fermi lì, in mezzo a quel caos, a riflettere un momento su quel che tua figlia ha notato.
Tu hai imparato a chiudere gli occhi davanti a certe cose, ma tua figlia di cinque anni ancora no.
A volte ti auguri che non impari mai a chiuderli come hai fatto tu, e a volte ti auguri che prima di diventare come te, riesca a farti notare tante altre cose che solo gli occhi dei bambini vedono nella mondo dei grandi.

postato da: lisa2007 alle ore 15:18 | link | commenti (10)
categorie: pensiero, io e i miei figli
mercoledì, 07 ottobre 2009

INCOSTITUZIONALE!

Siamo a Roma.

Una città che trovo ogni volta sempre più affascinante, ricca e stimolante.

Una città che ancora a metà ottobre offre giornate di sole a 27 gradi.

Una città che ci sta regalando tanti bei momenti come famiglia, tutti insieme, finalmente.

Una città che fra le altre cose oggi ci ha regalato l'emozione di vedere bocciato il Lodo Alfano, una delle leggi più anti-democratiche che siano mai state messe in piedi.

Sono davvero felice per questa notizia, perchè come avevo già detto tempo addietro, spesso mi vergogno a raccontare ai miei figli le realtà contro le quali ci scontriamo nel nostro BelPaese quotidianamente. Realtà di non-democrazia, realtà ingiuste. Voglio dire, io posso anche rinchiudermi nella mia personale delusione e disillusione e fare l'eremita pagando quel che devo pagare e non aspettandomi nulla da nessuno, ma come faccio a instillare ottimismo e fiducia nel mondo ai miei figli?

Forse c'è un barlume di speranza?

Adesso spero che quel lestofante mafioso faccendiere che si è comprato la sua quota di elettori lobotomizzandoli con l'arma subdola chiamata televisione si dimetta, e si faccia finalmente processare.

Ecco, l'ho detto.

Domani mi godrò Roma con un sorriso ancora più sincero.

postato da: lisa2007 alle ore 19:55 | link | commenti (16)
categorie:
sabato, 26 settembre 2009

BELLI CAPELLI

"Non voglio tagliare i capelli. Al mio fidanzato piacciono così".

"Si, capisco, in effetti sono molto belli. Però sono molto rovinati, guarda che punte".

"Ma le punte bionde sono la cosa che gli piace di più. E i miei riccioli, non posso eliminarli: sarebbe un peccato".

"Hai ragione, però non trovi sia megio avere dei capelli sani e robusti? Anche quello ne determina la bellezza".

"Sì, però così lunghi sono più belli, perchè posso farmi la coda, e a Lui piaccio con la coda. Lui mi dice sempre che mi ama perchè ho dei bei capelli biondi e lunghi".

"..."

Ecco, io mi rifiuto.
Soprattutto quando a fare questi ragionamenti è mia figlia di cinque anni.
Mi rifiuto.
Si può rifiutare la crescita dei propri figli?
Si può fare qualcosa per frenare questa corsa precipitosa verso l'età adulta?
Non sono d'accordo.

"Figlia mia, il tuo fidanzato ti dovrebbe amare anche se tu non avessi i capelli, e anche se te li tingessi di verde, o se tu fossi un rospo, o girassi con un sacco di juta indosso".
Gasp.
Voglio scendere.
postato da: lisa2007 alle ore 17:05 | link | commenti (14)
categorie:
mercoledì, 23 settembre 2009

CAMPANELLI D'ALLARME

Quando ti ritrovi alle dieci di sera a rovistare nella cesta della biancheria sporca in cerca di calzini da lavare, perchè tua figlia altrimenti domani andrà a scuola con le calze di lana cotta in pieno settembre;

Quando scambi un vaso ad anfora per un pinguino minaccioso nel tuo prato all'una di notte;

Quando scambi il portaombrelli in corridoio per un ladro acquattato che non vuole farsi vedere da te;

Quando lasci le chiavi di casa fuori, all'esterno della porta, e te ne accorgi solo la sera prima di andare a letto perchè non trovavi le chiavi e fai per andare a vedere se per caso le hai lasciate nella macchina in strada;

Quando dimentichi le brioches cotte domenica pomeriggio in forno e le ritrovi solo il mercoledì sera, dure come i sassi;

Quando prepari i fagiolini al vapore per i tuoi figli a cena e te ne ricordi solo al mattino successivo quando apri il microonde e li ritrovi lì.

Quando esci dal negozio dove hai appena fatto acquisti dimenticando carta di credito e borsa con i suddetti acquisti nel suddetto negozio;

Ecco, quando tutti questi pianeti si allineano, forse è ora che tu ti renda conto di essere un po' alle cozze.
Forse dovresti uscire un po', smettere di stare da sola tutte le sere tu e il computer, il computer e tu.

Forse.
postato da: lisa2007 alle ore 23:49 | link | commenti (16)
categorie: io e le mie vicende

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